Congedo di Maternità e Riscatto Contributi

La legge dispone un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro per le lavoratrici in gravidanza durante il quale un apposito sostegno economico viene erogato dall’INPS. In caso di gravidanze a rischio il periodo di astensione è ampliato, previo accertamento di tali condizioni da parte dell’azienda sanitaria locale. I contributi previdenziali relativi al periodo di astensione possono essere riscattati a carico del contribuente.

 

Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alle lavoratrici dipendenti durante la gravidanza e il periodo immediatamente successivo al parto. Il congedo di maternità, entro i limiti previsti dalla normativa, spetta a:

  • lavoratrici dipendenti
  • apprendiste, operaie, impiegate, dirigenti;
  • disoccupate o sospese;
  • lavoratrici agricole;
  • lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari;
  • lavoratrici a domicilio;
  • lavoratrici Lavoro Socialmente Utile  (LSU) o Attività di Pubblica Utilità (APU);
  • lavoratrici iscritte alla Gestione separata INPS e non pensionate;
  • lavoratrici dipendenti da amministrazioni pubbliche (incluse le lavoratrici dipendenti ex INPDAP ed ENPALS).

La domanda può essere presentata tramite patronato o direttamente online sul sito Inps tramite il servizio dedicato. Per l'accesso ai servizi online è necessario il possesso di un codice PIN rilasciato dall'Inps oppure di una identità SPID o di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

L'astensione anticipata è invece la possibilità per la lavoratrice in gravidanza a rischio di astenersi dal lavoro prima del 7° mese. Viene riconosciuta:

  • nel caso di gravi complicanze della gravidanza, o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;
  • quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino;
  • quando la lavoratrice non possa essere spostata ad altre mansioni.

Nel primo caso l’'interdizione anticipata dal lavoro per  le lavoratrici in stato di gravidanza a rischio viene disposta dalla ASL in seguito ad accertamento medico.

Negli altri due casi è invece la Direzione territoriale del lavoro (d'ufficio o su istanza della lavoratrice) a disporre l'astensione anticipata dal lavoro qualora nel corso della propria attività di vigilanza emerga l'esistenza delle condizioni indicate.

E’ infine possibile il riscatto dei contributi per il periodo in cui è stata fruita l'astensione per maternità, a patto che:

  • alla data di presentazione della domanda si sia in possesso di almeno cinque anni di contribuzione obbligatoria versata per lo svolgimento di un’effettiva attività lavorativa;
  • che non sia cumulata con i periodi di un eventuale riscatto del corso legale di laurea;

Il riscatto è a totale carico del richiedente e varia in relazione all'età, al periodo da riscattare, al sesso e alla retribuzione media settimanale percepita dal richiedente, determinata come per i trattamenti pensionistici.

Per approfondimenti consultare le schede di dettaglio:

Congedo di maternità
Contributi da riscatto e astensione per maternità e paternità
Riscatto del periodo di astensione per maternità e paternità alternativo al riscatto del corso di laurea
Lavoro. Maternità. Astensione anticipata
Abilitazione all'insegnamento e maternità