[...] Già nel 2008, peraltro, aveva preso il via una importante operazione di diffusione dei dati sui dipendenti pubblici, denominata Operazione Trasparenza, per la quale attualmente ogni amministrazione è tenuta a comunicare al Dipartimento della funzione pubblica e/o a pubblicare on-line:
guidoromeo
va previsto un sistema di richiesta più agile di queste informazioni quando non sono pubblicate.
guidoromeo, 12/04/2012 22:53
Roberto Scano
Scusate ma "comunicare ad DPF E/O ..." La pubblicazione online nei siti delle amministrazioni non è più obbligatoria?
Roberto Scano, 13/04/2012 18:02
Davide  D'Amico
Ciò che è partito con L'"Operazione trasparenza" è evoluto in una visione della trasparenza che è possibile differenziare secondo due livelli differenti:La trasparenza a livello centrale e trasparenza a livello distribuito.
Davide D'Amico, 13/04/2012 18:15
Davide  D'Amico
La trasparenza a livello centrale è realizzata quando le amministrazioni comunicano una serie di adempimenti, previsti per legge,al Dipartimento della funzione pubblica, attraverso il nuovo sistema integrato perlapa.gov.it.Tale trasparenza consente di raccogliere in un unico sistema una serie di dati e informazioni che potranno essere consultate, gradualmente, da cittadini, imprese, professionisti e ricercatori, in formato aperto(OPEN DATA)e con licenza IODL.Questa trasparenza consente di avere una visione centrale aggregata (A livello "MACRO")di alcuni fenomeni che interessano le PA.
Davide D'Amico, 13/04/2012 18:17
Davide  D'Amico
La trasparenza a livello distribuito viene invece attuata dalle amministrazioni,sui propri siti web,attraverso la pubblicazione di una serie di contenuti,previsti per legge.Per rendere efficace questa trasparenza occorre caratterizzarla da standard e da metodologie condivise tra tutte le PA. A questo scopo sono state realizzate"le linee guida sui siti web PA"che identificano nei contenuti minimi i requisiti fondamentali ai fini di una corretta e sempre più uniforme trasparenza. Obiettivodiquesta trasparenza èfornire al cittadinouna visione"MICRO"di dati e informazionidella PA cuiè interessa
Davide D'Amico, 13/04/2012 18:21
Davide  D'Amico
Per il progetto PERLA PA è opportuno evidenziare anche la community che si è creata attorno a questo sistema di banche dati, che ad oggi conta circa 1000 dipendenti pubblici. Penso sia una delle poche esperienze al mondo in cui attorno ad un sistema di banche dati complesso, sia nata una community di persone che sono attivamente coinvolte, attraverso un processo partecipativo, nel miglioramento continuo dei processi organizzativi e tecnologici volti ad una sempre migliore qualità dei dati raccolti relativi ai diversi adempimenti di responsabilità del Dipartimento della funzione pubblica.
Davide D'Amico, 13/04/2012 18:33
Francesca Sensini
Vorrei ricordare che secondo il monitoraggio (unico fino ad ora) nemmeno un terzo degli enti pA (centrali) aveva provveduto ad attivare la pagina trasparenza, più della metà non ha nemmeno risposto al questionario (evidentemente non aveva attivato niente). Non sarebbe il caso di rifarlo e farlo almeno annualmente con questionario "obbligatorio" per gli enti (anche i locali) per capire a che punto stiamo realmente? Sono passati due anni e non si hanno dati certi, e sopratutto non mi pare davvero possibile che ci vogliano due anni per far attivare una cosa obbligatoria.
Francesca Sensini, 14/04/2012 10:46
Francesca Sensini
I principi e propositi sono sempre utili e importanti, ma se non si ha il polso della situazione reale si rischia di creare un ulteriore GAP tra innovazione e PA. Rischio che finisce per creare "mostri" digitali senza esseri digitali
Francesca Sensini, 14/04/2012 10:48
Alberto Cottica
Ma infatti, Francesca. Non citiamo, per carità di patria, tutta la polemica sul robot.txt e l'indicizzazione. Non mi pare il caso di andare in cattedra sulla trasparenza in un contesto internazionale, in cui ti trovi davanti l'amministrazione Obama (che ha fatto trasparenza con Kundra e Beth Noveck), e quella Cameron (che ha fatto open data con Berners-Lee). Sorvolare, riassumere: "abbiamo fatto un po' di cose, ma possiamo e vogliamo fare molto meglio". E poi dedicare il documento a prendere degli impegni seri.
Alberto Cottica, 14/04/2012 12:54
Francesca Sensini
Ma fatto chi? Si Sa chi ha realmente fatto queste cose? Credo che portare numeri e dati sia un atto di profonda umiltà che dovremmo fare come paese in "via di sviluppo digitale". Magari ci potrebbero aiutare anche paesi dell'est o confrontarci con i paesi arabi che forse han fatto anche di più.
Francesca Sensini, 14/04/2012 14:03