[...] Dalla fine del 2011 in poi i progetti italiani sul tema dei dati aperti, sia a livello nazionale che locale, continuano a moltiplicarsi. Al fine di favorire e sostenere questo trend positivo il Governo si propone di:
Gianni Dominici
Ma quali sono le azioni di innovazione sociale annunciate nel titolo? Di per sé le smart communities e il rafforzamento della partecipazione e della collaborazione non fanno da sole innovazione sociale che nell'accezione prevista dalla commissione europea è ben altra cosa
Gianni Dominici, 13/04/2012 18:13
Davide  D'Amico
Sarebbe importante anche effettuare una analisi economica, studio serio sui costi e benefici dell'OPEN DATA in modo da evidenziare l'importanza di innescare tale percorso nel contesto italiano e di porre attenzione alle eventuali criticità verso cui intraprendere le opportune contromisure. Ciò consentirebbe anche di effettuare interventi mirati che possano dare grandi risultati anche nel breve e medio termine.
Davide D'Amico, 13/04/2012 20:13
Francesca Sensini
Manca un aspetto (o non riesco a trovarlo io nei vari punti sotto indicati) ma la formazione del personale PA? Insegnargli cosa sia la trasparenza e l'egov, essere e diventare Opengov, come si fanno i dataset, a cosa servono...tutte queste cose pensate che le singole PA LO IMPARINO DA SOLE? E senza soldi come fanno a formare i dipendenti? I social network non si possono usare così, ho esperienza diretta di comunicatori che sono costretti a farli fare dall'assessore di turno, chi glielo spiega a tutte queste piccole realtà? I manuali dei software da usare non saranno mai utili da soli
Francesca Sensini, 14/04/2012 10:56
Francesca Sensini
Ci vogliono profili professionali definiti, competenze certificate, dirigenti digitali per concorso, si innova anche partendo da li (my 2cents)
Francesca Sensini, 14/04/2012 10:57
Alberto Cottica
Quoto Gianni Dominici. Questo punto va spiegato.
Alberto Cottica, 14/04/2012 13:08
mfioretti
Concordo con Francesca Sensini: meno "alfabetizzazione informatica", soprattutto qualsiasi variante di "corsi che insegnano solo a premere pulsanti di una sola versione di un solo programma", e molta più "educazione civica digitale", che include i concetti elencati da Francesca. E lo stesso discorso andrebbe fatto nelle scuole
mfioretti, 19/04/2012 18:02