[...] - promuovere standard nazionali per i dati aperti, da definire in raccordo con il portale pan europeo dei dati aperti di prossima pubblicazione;
Alberto Cottica
Questo potrebbe essere un buon posto per impegnarsi per licenze OD INTERnazionali, con tutti i vantaggi del caso in termini di interoperabilità. Per esempio, sarebbe bello che il governo italiano sostenesse la proposta (di provenienza società civile) per un'unica licenza open data per l'EU (http://blogs.ec.europa.eu/neel... )
Alberto Cottica, 12/04/2012 10:26
Ernesto Belisario
Sarebbe bello superare la logica delle licenze, introducendo (anche a livello comunitario) una norma che affermi che il dato pubblico è sempre riutilizzabile, salvo (limitate) eccezioni. Non credete?
Ernesto Belisario, 13/04/2012 07:28
Stefano Canepa
Nel contesto in cui viviamo leggere "standard nazionali" a me sembra limitante
Stefano Canepa, 13/04/2012 23:24
Ugo Bonelli
Utilizzerei più una dicitura tipo "modello operativo nazionale di riferimento" per i dati aperti allineato a quello europeo in logica "federata"
Ugo Bonelli, 14/04/2012 11:57
PietroBlu Giandonato
Certamente è opportuno che gli "standard" vengano definiti chiaramente, sia per quanto riguarda i formati da adottare (ovviamente aperti es. CSV, XML, ODF) che le strutture (ovvero i domini delle informazioni) dei dati. Per intenderci è ciò che prevede la Direttiva INSPIRE (http://inspire.jrc.ec.europa.e... ) per favorire l'interoperabilità dei dati territoriali (geodati).
PietroBlu Giandonato, 14/04/2012 17:32
caterina lupo
Gli standard devono comprendere i metadati, inclusi gli identificativi (URI) necessari per i Linked open data: nazionali in raccordo con l'UE mi sembra perfetto!
caterina lupo, 15/04/2012 10:22
Luigi Reggi
questa cosa degli standard nazionali non la capisco... contribuiamo a - e applichiamo - gli standard internazionali
Luigi Reggi, 16/04/2012 10:46
Carlo A. Bertelli
Probabilmente è off-topic, ma uno degli elementi di minore adeguatezza nella gestione dei dati per l'Open Government è il disegno del database. Qui parlare di "standard" (nazionali o internazionali) mi pare limitante. Disegnare l'open data è anche l'occasione per ridisegnare un assetto convergente per i dati (diversi, incompatibili) all'interno e all'esterno delle amministrazioni. Non si tratta soltanto di superare la condizione descritta dal ministro Passera in un recente intervento ("un sistema informativo diverso per ogni ente"), ma di accordarsi sui contenuti e sui concetti principali.
Carlo A. Bertelli, 16/04/2012 12:44
caterina lupo
quando per standard intendiamo i formati, modelli e regole sintattiche per esprimere metainformazioni non c'è dubbio che si debba aderire a quelli internazionali; la definizione di quale debba essere il set minimo obbligatorio di metadati, i domini di validità , le regole per costruire URI, allora a mio avviso non si può facilmente prescindere dalle specificità nazionali, ferma restando la interoperabilità sovranazionale...
caterina lupo, 16/04/2012 15:49
Matteo Brunati
concordo con la linea di adozione di standard internazionali in corso di definizione e di un percorso maturato da diverso tempo. Penso al gruppo di lavoro del W3C in corso d'opera, con il vocabolario DCAT per la meta catalogazione degli open data, ma anche la riflessione di best practices sulla gestione del Linked Data, una questione già sollevata. ( http://blog.iwa.it/w3c/interop... ). Tutto questo, se esplicitato, dimostra la buona volontà del Paese a integrarsi con il contesto europeo sempre di più.
Matteo Brunati, 17/04/2012 12:09
Francesco Formisano
Scuole di opendata ne vedo ancora poche. Ottimo esempio quello di agoràdigitale, ma gran parte della popolazione ancora non sa di cosa parliamo, eppure all'interrno dei comuni stessi(parlo per esperienza, molti comuni fanno fatica ad aprire e leggere mail...)
Francesco Formisano, 17/04/2012 15:29
morena ragone
Dato utilizzabile tout court, come dice Ernesto, o, al massimo licenze internazionali (per favore, ci sono già!), realmente interoperabili.
morena ragone, 21/04/2012 22:50