Gestione separata e pensionati professionisti: chiarimenti Inps

I pensionati che percepiscono redditi derivanti dallo svolgimento di attività professionale devono continuare a versare i contributi previdenziali alla propria cassa professionale di appartenenza e non alla c.d. gestione separata Inps.

Il chiarimento giunge con la circolare n. 99 del 22 luglio 2011 dell’Inps a seguito dell’introduzione delle disposizioni del decreto legge 98/2011, convertito nella legge n. 111 del 15 luglio 2011, nella quale è contenuta una preziosa norma interpretativa che scioglie i dubbi sulla contribuzione alla gestione separata.
 
In particolare per quanto riguarda l’obbligo di contribuzione previdenziale per i soggetti titolari di trattamento pensionistico che svolgono un’attività il cui esercizio è subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali, laddove costoro percepiscano un reddito da tale attività hanno l’obbligo di versamento di un contributo soggettivo minimo alla Cassa di appartenenza, con aliquota non inferiore al cinquanta per cento di quella prevista in via ordinaria da ciascun ente per i propri iscritti. 
La normativa succitata esclude questi soggetti dall’obbligo contributivo alla gestione separata Inps e, di conseguenza, se hanno effettuato versamenti alla gestione separata con espressa riserva di ripetizione potranno fare domanda di restituzione, mentre i versamenti già effettuati alla gestione separata Inps, che non costituiranno oggetto di ripetizione saranno valorizzati nella posizione individuale.
 
La norma (di interpretazione) succitata conferma, peraltro, l’orientamento dell’Inps sulla gestione separata e sul novero dei soggetti che sono destinatari dell’obbligo contributivo alla citata gestione.
Nella circolare n. 99 infine, si specifica che nessun cambiamento normativo è stato introdotto per agenti e rappresentanti afferenti al loro ente previdenziale di riferimento (Enasarco).
 
 
Per informazioni:
Inps