Giustizia: porte aperte del carcere a chi deve scontare meno di 18 mesi

Potrà passare all’arresto domiciliare chi deve scontare una pena in carcere (anche residua) fino a 18 mesi. A patto che l’arresto non sia stato disposto  per furto in abitazione, scippo, rapina o estorsione.

E’ quanto prevede la legge 9 del 17 febbraio 2012 (di conversione del Decreto Legge 211/2011) pubblicata in Gazzetta ufficiale il 20 febbraio 2012.

Tra le novità più significative per ridurre la densità della popolazione carceraria,  vi è la misura che dispone che l’arrestato in attesa del giudizio direttissimo dinanzi al giudice monocratico  sia custodito presso la propria abitazione (o comunque non in carcere). In caso  queste strutture non siano disponibili e il detenuto sia  particolarmente pericoloso, il Pm può disporre l’arresto presso le camere di sicurezza della Polizia giudiziaria. In ogni caso si va in camera di sicurezza per furti in abitazione, scippo, rapina ed estorsione.

Altra importante novità è rappresentata dalla chiusura degli ospedali psichiatrici a partire dal 1° febbraio 2013. Gli internati saranno ricoverati in strutture idonee e qui adeguatamente sorvegliati.
La legge prevede anche la costruzione di nuove strutture.

Per informazioni:
Ministero della Giustizia