Lavorare in sicurezza alla luce del sole

I raggi del sole possono essere un pericolo per chi lavora all’aperto. Secondo l’Inail, la radiazione solare ultravioletta deve essere considerata a tutti gli effetti un rischio di natura professionale per tutti i lavoratori “outdoor” alla stregua di tutti gli altri rischi (chimici, fisici, biologici) presenti nell'ambiente di lavoro.

Sono in tanti a  svolgere  le proprie mansioni lavorative all'aperto, soprattutto in questo periodo dell'anno (agricoltori, giardinieri, portuali, operai, ma anche istruttori di sport all'aperto, benzinai, portalettere, bagnini e vigili urbani, solo per fare alcuni esempi) con notevoli rischi per la salute: è per questo che l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro pubblica i consigli dei ricercatori e gli aggiornamenti normativi per cercare di prevenire i danni.
 
La permanenza al sole per un periodo più o meno prolungato (la variabilità è soggettiva) può provocare dalla comparsa dell'eritema solare alle ustioni solari fino a vari tipi di lesione cutanea e neoplasie.
La prevenzione più efficace per la fotoprotezione ambientale, per il lavoratori “estivi”, dovrebbe consistere nell'attuare schermature con teli e con coperture e, ove possibile, lavorare in cabine schermate se si deve sostare a lungo all'aperto, senza dimenticare creme solari, abiti adeguati e occhiali protettivi, oltre che – naturalmente – un po’ di buon senso.
 
Per informazioni:  
Inail