Pubblico impiego. Malattia: certificazione gravi patologie e terapie salvavita

Domanda: 

Quali sono le gravi patologie e le relative terapie salvavita che in caso di assenza non incidono sul periodo di comporto? Quali soggetti possono certificarle?

Risposta: 

Come precisato dall'INAIL  le gravi patologie, e le relative terapie invalidanti, per le quali è prevista la retribuzione intera e la esclusione dal computo dei limiti massimi di assenza per malattia, non sono espressamente specificate dalla legislazione e dalle norme contrattuali.
Inoltre, la gravità della patologia non può essere rimessa alla valutazione discrezionale del Datore di Lavoro, ma deve essere accertata e certificata da un medico preposto o dalla apposita Commissione medica della competente Azienda ASL.
Le norme che riguardano le malattie croniche o invalidanti e le malattie rare che danno diritto all'esenzione dalla partecipazione per le prestazioni di assistenza sanitaria (ad es. il Decreto Legislativo 29 aprile 1998, n. 124 e i D.M. 28 maggio 1999, n. 329 e D.M. 18 maggio 2001, n. 279), non sono applicabili alla valutazione delle patologie gravi e delle relative terapie invalidanti per le quali è prevista la retribuzione intera e la esclusione dal computo dei limiti massimi di assenza per malattia, pr cui devono essere valutate di volta in volta, caso per caso, dal medico della Azienda U.S.L.
Per lo stesso motivo non è di per sé sufficiente essere in possesso della certificazione di handicap anche grave e di invalidità civile anche al 100% con indennità di accompagno.

 

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Aggiornata il: 
12/05/2014