Riduzione orario di lavoro per invalidità

Domanda

Cosa prevede la normativa della Regione Lombardia per la valutazione delle cefalee in ambito di invalidità civile

Risposta

DOMANDA

Vorrei gentilmente sapere se per il mio problema (soffro di una forma di emicrania resistente ai farmaci nonostante la terapia del neurologo in atto da due anni e un ricovero ospedaliero) l'invalidità prevista nella regione Lombardia da diritto a una riduzione dell'orario di lavoro; infatti non necessito tanto di avere assegni o altre agevolazioni quanto di una riduzione oraria del mio impegno lavorativo notevole che come insegnante di scuola primaria mi impone di stazionare a scuola per molte ore operando nel rumore.

RISPOSTA

Gentile utente,

la Circolare Regione Lombardia 14 dicembre 2006, n. 30, "Indicazioni operative per la valutazione delle cefalee nell'ambito dell'invalidità civile", pubblicata sul Bollettino Ufficiale Regione Lombardia, 15 gennaio 2007 - Supplemento Ordinario n. 3 aggiunge al sistema tabellare nazionale per il riconoscimento della invalidità (DM 5 febbraio 1992 e DM 14 giugno 1994) una Tabella orientativa quale strumento utile per l'accertamento (sulla base della ICHD-II, 2004) e per la valutazione della "cefalea" a cui viene attribuita una invalidità graduata dal 15 al 60% a seconda dell'intensità della malattia. L'invalidità di per sé non da diritto a riduzioni dell'orario di lavoro.

La Circolare non prevede nessuna particolare agevolazione lavorativa e tantomeno una riduzione dell'orario di lavoro. Pertanto, per quanto riguarda le agevolazioni di tipo lavorativo, bisogna riferirsi alla normativa nazionale ed in particolare alla Legge n. 104/92, che tutela i diritti delle persone con disabilità.

Per usufruire delle agevolazioni di cui all'art. 33 Legge n. 104/92 (permessi, scelta e trasferimento sede di lavoro) a favore del lavoratore con disabilità è indispensabile essere in possesso della certificazione di handicap grave

In base all'art. 3 comma 3 Legge n. 104/92 si configura una situazione di handicap grave quando "la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia personale, correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione".

La condizione di handicap è certificata da una apposita Commissione operante presso la ASL (art. 4 Legge n. 104/92).

Il compito della Commissione è quello di accertare non solo la minorazione fisica, psichica o sensoriale, peraltro già oggetto di accertamento da parte di altre Commissioni (invalidità civile, per servizio, ecc..), ma specificatamente lo stato di handicap, ossia la condizione di svantaggio sociale che una certa patologia potrebbe causare a quella specifica persona nei singoli contesti di vita quotidiana (scuola, lavoro, famiglia,ecc..).

Pertanto, l'operato della Commissione, non si esaurisce in un giudizio medico-legale legato all'invalidità o in una mera registrazione delle patologie. Per questo nella Commissione è prevista la presenza di un operatore sociale e di un esperto nei casi da esaminare: il ruolo di queste professionalità non attende alla menomazione, ma è rivolta ad accertare l'handicap che la minorazione produce, ossia la natura e l'entità dello svantaggio sociale e gli interventi necessari al suo superamento.

L'handicap, è "la situazione di svantaggio conseguente a una menomazione o ad una disabilità che in un soggetto limita o impedisce l'adempimento del ruolo normale per tale soggetto in relazione all'età, al sesso e a fattori socioculturali", l'handicap è dunque una situazione di svantaggio che deriva dalla relazione di una persona con disabilità con l'ambiente esterno.

Riassumendo il certificato di invalidità civile assegna una percentuale alla menomazione e alla conseguente disabilità, il certificato di handicap ai sensi della Legge 104 da una valutazione più descrittiva e "sociologica" della situazione di vita della persona in questione. La distinzione base tra i due certificati è infatti proprio che il primo si basa su criteri medico-legali e solo su quelli, mentre il secondo si basa su criteri medico-sociali

Ciò significa anche che se due persone sono state riconosciute con la stessa percentuale di invalidità, potrebbero avere una certificazione dello stato di handicap completamente diversa. Così come non c'è alcun automatismo e correlazione tra il 100% di percentuale di invalidità e la certificazione di "handicap grave".

Così come, infine, una persona con una percentuale di invalidità inferiore al 100% potrebbe vedersi riconosciuta la situazione di "handicap grave".

La normativa prevede che il lavoratore con disabilitàe, con rapporto di lavoro pubblico o privato, in situazione di gravità, ai sensi dell'art. 3 comma 3 Legge n. 104/92 possa usufruire alternativamente dei permessi di tre giorni mensili o di due ore al giorno di cui all'art. 33 Legge n. 104/92 .

Si tratta di permessi retribuiti e coperti da contribuzione figurativa.

Nel suo caso, quindi, potrebbe fare domanda alla ASL di riferimento di accertamento dello stato di Handicap, una Commissione medica valuterà la sua domanda.

(1 Ottobre 2009)

Aggiornata il 21/12/2009 da SuperAbile

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