Assunzione di persona con invalidità a seguito di Concorso Pubblico

Domanda

Precisazioni sul certificato di compatibilità tra residue capacità lavorative e specifiche mansioni

Risposta

DOMANDA

Un mio amico è stato giudicato dalla Commissione medica, prima provinciale e in seguito da quella del Ministero del Tesoro, invalido civile al 67%. Questo accadeva nell'anno 1997.
Negli anni a venire, non interferendo con l'attività lavorativa da lui svolta, non ha mai usufruito delle possibilità date dalle normative in vigore, relative alle agevolazioni destinate alle categorie protette.
Nel luglio del 2006 ha invece deciso, vista la differente situazione lavorativa, di iscriversi alle liste provinciali riservate alle suddette categorie protette.
Nel settembre 2008 si e creata l'occasione di partecipare ad un concorso pubblico, riservato alle categorie protette con invalidità pari o superiore al 67%, che prevedeva un tirocinio di tre mesi prima dell'assunzione. Il suddetto concorso è stato vinto dal mio amico con conseguente chiamata allo svolgimento del tirocinio.
Al termine dei tre mesi del tirocinio è stato regolarmente assunto dopo aver ricevuto una specie di nulla osta da parte dell'Ufficio Provinciale del Lavoro, nel quale si autorizza l'assunzione.
Al momento della presa di servizio, il mio amico ha fornito tutta la documentazione richiesta, tranne la certificazione medica. Quella richiesta dal bando di concorso parla espressamente di "Certificato di idoneità fisica all'impiego", rilasciato dalla Autorità sanitaria competente (medico militare, provinciale o ufficiale sanitario del Comune di residenza), dal quale risulti che il candidato è fisicamente idoneo al servizio continuativo ed incondizionato nell'impiego al quale concorre ed è esente da imperfezioni che possano comunque influire sul rendimento del servizio. Il certificato deve essere conforme alle leggi sul bollo e di data non anteriore a sei mesi dalla data di presentazione. Il certificato deve fare menzione di qualunque imperfezione fisica ed indicare se l'imperfezione stessa menomi l'attitudine al servizio. Il certificato medico deve contenere, oltre ad una esatta descrizione delle attuali condizioni dell'invalido risultanti da un esame obbiettivo, anche la dichiarazione che l'invalido non ha perduto ogni capacità lavorativa, che egli, per la natura e il grado della sua invalidità non può riuscire di danno alla salute ed alla incolumità dei compagni di lavoro ed alla sicurezza degli impianti e che il suo stato fisico è compatibile con l'esercizio delle mansioni del ruolo impiegatizio cui aspira.
L'Amministrazione ha la facoltà di sottoporre a visita medica di controllo l'idoneo chiamato in servizio?
L'Amministrazione pubblica che ha assunto il mio amico non ha accettato il suddetto certificato da loro stessi richiesto e l'unica indicazione che è stata data è quella che l'interessato sarà convocato da una generica Commissione medica provinciale, in data da stabilirsi. I Concorsi pubblici di questa Amministrazione di cui si parla sono stati circa una decina, con altrettanti assunti da parte dell'Ente, di cui il primo ha preso servizio nel dicembre 2008 ed ancora non è stato convocato a nessuna visita. I dubbi che attanagliano il mio amico sono relativi alla tipologia di visita da subire, in quanto dal 1997 ad oggi lui si è tenuto i suoi problemi fisici, ma senza fare ricorso a visite mediche particolari, che comportino della documentazione da esibire, ma anche relativamente alla distanza nel tempo delle visite affrontate per la quantificazione dell'invalidità......

RISPOSTA

Gentile utente,

la Pubblica Amministrazione che indice Concorso Pubblico riservato a persone invalide, al momento dell'assunzione richiede un certificato di compatibilità delle residue capacità lavorative con le specifiche mansioni da svolgere rilasciato dalla ASL di appartenenza.

Infatti, la normativa prevede che: "Salvi i requisiti di idoneità specifica per singole funzioni, sono abrogate le norme che richiedono il requisito della sana e robusta costituzione fisica nei bandi di concorso per il pubblico impiego" (art. 16 comma 3 Legge n. 68/99)

Inoltre, è a nostra conoscenza che alcune Pubbliche Amministrazioni, insieme alla certificazione di idoneità alla mansione, al momento dell'assunzione, richiedono anche la convalida dello stato invalidante, forse anche perché, in alcuni casi, passa molto tempo dal momento dell'espletamento del Concorso a quello di assunzione in servizio e la persona potrebbe aver perso il requisito dell'invalidità per revisione o rivedibilità dell'invalidità stessa. Ricordiamo, comunque, che, per usufruire della normativa per il diritto al lavoro delle persone con disabilità, è sufficiente essere in possesso di una invalidità superiore al 45%.

Non vogliamo rischiare di fornire risposte incongrue o inesatte per mancanza di precise informazioni e consigliamo di richiedere il parere di un medico legale, anche tramite un Ente di Patronato, che potrà anche assistere il suo amico in occasione della non specificata visita medica a cui dovrà sottoporsi.

(17 Luglio 2009)

Aggiornata il 17/07/2009 da SuperAbile

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