Cambio mansione per i lavoratori con disabilità

Domanda

Hanno minacciato di licenziarmi. Il tutto però senza un nuovo contratto, con un accordo interno. Adesso io non vorrei perdere il lavoro, ma non vorrei nemmeno stare al loro gioco!

Risposta

DOMANDA

Sono un ragazzo di 30 anni, iscritto alle liste del collocamento obbligatorio dal 2000, avendo una disabilità del 60% (riconosciuta dalla commissione).

Dopo tanto tempo e dopo tanto chiedere, per caso, sono riuscito a trovare impiego nel privato nel 2007 presso un'azienda di intimo nel Nord - Barese.

Sorpreso dal fatto che già dal primo giorno di lavoro mi hanno fatto firmare un contratto part-time, ma a tempo indeterminato, sono stato felice di integrarmi e di inserirmi nel mondo del lavoro. Ma, a distanza di 18 mesi, mi hanno chiesto di cambiare mansione (da addetto alla bollettazione ad addetto alle pulizie), altrimenti hanno minacciato di licenziarmi. Il tutto però senza un nuovo contratto, con un accordo interno. Adesso io non vorrei perdere il lavoro, ma non vorrei nemmeno stare al loro gioco!

Desidero un vostro consiglio e soprattutto sapere come muovermi, nel momento in cui mi chiederanno (con paletta e scopa in mano) di pulire?

Sono stato da un Patronato e all'Ufficio per l'Impiego - categorie protette di Bari: il loro consiglio è quello di ribellarsi e non stare al loro gioco. Ma credo che alternative e scelte non ne ho! Sicuro che mi indicherete la cosa migliore, aspetto una risposta al più presto.

RISPOSTA

Gentile utente,

in riferimento al quesito posto, le possiamo fornire alcune indicazioni di carattere generale.

Il lavoratore ha diritto ad essere adibito alle mansioni per cui e stato assunto, ovvero a mansioni a queste equivalenti o corrispondenti alla superiore qualifica che abbia successivamente acquisito (art. 2103 Codice Civile).

Il datore di lavoro può, quindi, modificare le mansioni del lavoratore, ma deve trattarsi di mansioni superiori o almeno equivalenti.

Le consigliamo, comunque, di richiedere parere ed assistenza alle Organizzazioni Sindacali presenti sul territorio.

Le tutele dei lavoratori con disabilità per la conservazione del posto di lavoro

Il posto di lavoro è una conquista importantissima, ma purtroppo essa non può considerarsi acquisita una volta per tutte.

Le statistiche ci dicono, infatti, che la persona con disabilità è particolarmente esposta a rischi di espulsione dal mercato del lavoro.

Per questo proponiamo una panoramica delle norme che, all'interno della Legge n. 68/99 per il diritto al lavoro delle persone con disabilità e della normativa di attuazione, costituiscono l'insieme delle tutele finalizzate al mantenimento del posto di lavoro.


Licenziamento per riduzione di personale

"Il recesso di cui all'articolo 4, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223, ovvero il licenziamento per riduzione di personale o per giustificato motivo oggettivo, esercitato nei confronti del lavoratore occupato obbligatoriamente, sono annullabili qualora, nel momento della cessazione del rapporto, il numero dei rimanenti lavoratori occupati obbligatoriamente sia inferiore alla quota di riserva prevista all'articolo 3 della presente legge" (art. 10 comma 4 Legge n. 68/99).

Inoltre, i lavoratori licenziati per riduzione di personale o per giustificato motivo oggettivo mantengono la posizione che avevano al momento dell'inserimento in azienda (art. 8 comma 5 Legge n. 68/99).


Invalidità sopraggiunta in costanza di rapporto di lavoro

"I datori di lavoro, pubblici e privati, sono tenuti a garantire la conservazione del posto di lavoro a quei soggetti che, non essendo disabili al momento dell'assunzione, abbiano acquisito per infortunio sul lavoro o malattia professionale eventuali disabilità" (art. 1 comma 7 Legge n. 68/99)

"I lavoratori che divengono inabili allo svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia non possono essere computati nella quota di riserva di cui all'articolo 3 se hanno subito una riduzione della capacità lavorativa inferiore al 60 per cento o, comunque, se sono divenuti inabili a causa dell'inadempimento da parte del datore di lavoro, accertato in sede giurisdizionale, delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro. Per i predetti lavoratori l'infortunio o la malattia non costituiscono giustificato motivo di licenziamento nel caso in cui essi possano essere adibiti a mansioni equivalenti ovvero, in mancanza, a mansioni inferiori. Nel caso di destinazione a mansioni inferiori essi hanno diritto alla conservazione del più favorevole trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza. Qualora per i predetti lavoratori non sia possibile l'assegnazione a mansioni equivalenti o inferiori, gli stessi vengono avviati, dagli uffici competenti di cui all'articolo 6, comma 1, presso altra azienda, in attività compatibili con le residue capacità lavorative, senza inserimento nella graduatoria di cui all'articolo 8" (art 4 comma 4 Legge n. 68/99 ).



Analogamente il Decreto Presidente Repubblica 10 ottobre 2000, n. 333 - art. 3 commi 2, 3 e 4 recita:

"2. I lavoratori divenuti inabili allo svolgimento delle proprie mansioni per infortunio o malattia, di cui all'articolo 4, comma 4, della legge n. 68 del 1999, e che abbiano subito una riduzione della capacità lavorativa in misura pari o superiore al sessanta per cento, sono esclusi dalla base di computo e sono computabili nella percentuale di riserva, a meno che l'inabilità non sia stata determinata da violazione, da parte del datore di lavoro pubblico o privato delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro, accertato in sede giudiziale. Gli stessi lavoratori sono ascrivibili alla quota parte di assunzioni da effettuare con chiamata numerica.

3. Qualora non sia possibile l'assegnazione a mansioni equivalenti o a mansioni inferiori, con la conservazione del trattamento più favorevole, i lavoratori di cui al comma 2 sono avviati presso altro datore di lavoro, con diritto di precedenza e senza inserimento nella graduatoria, e assegnati a mansioni compatibili con le residue capacità lavorative. L'accertamento della compatibilità delle mansioni è svolto dalle Commissioni di cui all'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, sentito il Comitato tecnico di cui all'articolo 6, comma 2, lettera b), della legge n. 68 del 1999, con le modalità ivi previste.

4. Quanto previsto dai commi 2 e 3 si applica anche ai lavoratori che si sono invalidati successivamente all'assunzione per infortunio sul lavoro o malattia professionale, di cui all'articolo 1, comma 7, della legge n. 68 del 1999. I predetti lavoratori sono esclusi dalla base di computo e sono computati nella percentuale d'obbligo, alle medesime condizioni di cui ai citati commi 2 e 3, qualora abbiano acquisito un grado di invalidità superiore al 33 per cento".




Aggravamento delle condizioni di salute

"Nel caso di aggravamento delle condizioni di salute o di significative variazioni dell'organizzazione del lavoro, il disabile può chiedere che venga accertata la compatibilità delle mansioni a lui affidate con il proprio stato di salute. Nelle medesime ipotesi il datore di lavoro può chiedere che vengano accertate le condizioni di salute del disabile per verificare se, a causa delle sue minorazioni, possa continuare ad essere utilizzato presso l'azienda. Qualora si riscontri una condizione di aggravamento che, sulla base dei criteri definiti dall'atto di indirizzo e coordinamento di cui all'articolo 1, comma 4, sia incompatibile con la prosecuzione dell'attività lavorativa, o tale incompatibilità sia accertata con riferimento alla variazione dell'organizzazione del lavoro, il disabile ha diritto alla sospensione non retribuita del rapporto di lavoro fino a che l'incompatibilità persista. Durante tale periodo il lavoratore può essere impiegato in tirocinio formativo. Gli accertamenti sono effettuati dalla commissione di cui all'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, integrata a norma dell'atto di indirizzo e coordinamento di cui all'articolo 1, comma 4, della presente legge, che valuta sentito anche l'organismo di cui all'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469, come modificato dall'articolo 6 della presente legge. La richiesta di accertamento e il periodo necessario per il suo compimento non costituiscono causa di sospensione del rapporto di lavoro. Il rapporto di lavoro può essere risolto nel caso in cui, anche attuando i possibili adattamenti dell'organizzazione del lavoro, la predetta commissione accerti la definitiva impossibilità di reinserire il disabile all'interno dell'azienda" (art. 10 comma 3 Legge n. 68/99).

(24 Settembre 2008)

Aggiornata il 24/09/2008 da SuperAbile

Hai trovato utile questa risposta?
Sì
Così così
No
Cambio mansione per i lavoratori con disabilità