DOMANDA
Mia madre, invalida al 100% Inail, è deceduta nel 2006.
Mio padre ha richiesto la reversibilità della pensione.
Ho letto che mio fratello, anche se di età superiore ai 26 anni, avrebbe avuto diritto allo speciale assegno vitalizio, considerando che non ha un reddito superiore all'assegno sociale (5.000 euro annui??).
Ora vi chiedo se è ancora possibile farne richiesta, essendo deceduto anche mio padre....e cosa si può fare...
RISPOSTA
Gentile utente,
in assenza di dettagli utili per fornire una risposta esaustiva, ci limitiamo a rispondere come nella generalità dei casi.
Con riferimento alle prestazioni erogate da INAIL, rientrano le "Quote integrative per la rendita" come disciplinato dall'art.77 Testo Unico INAIL.
È necessario stabilire se il superstite ha percepito in vita la "rendita a superstiti" o l'"Assegno speciale continuativo mensile ai superstiti", presupposto di base che può cambiare il trattamento delle erogazioni nei confronti dei figli rimasti orfani.
Con riferimento ai figli orfani di entrambi i genitori, la quota integrativa prevista da INAIL si applica solo alle seguenti condizioni:
1. requisiti per rendita a superstiti
fino al 26° anno di età, frequenza di corso normale di laurea, vivenza a carico e assenza di lavoro retribuito; ma non oltre il 26° anno di età per gli studenti universitari
maggiorenni inabili al lavoro: finché dura l'inabilità
2. requisiti per assegno continuativo mensile
non oltre il 26° anno di età, frequenza di corso normale di laurea, vivenza a carico ed assenza di lavoro retribuito
A condizione che non percepiscano rendite, prestazioni economiche previdenziali o altri redditi (escluso il reddito per la casa di abitazione) di importo pari o superiore a quello dell'assegno speciale.
Nel caso di redditi di importo inferiore all'assegno, INAIL corrisponde la differenza fra l'importo dei redditi e l'importo inizialmente calcolato.
(29 Gennaio 2010)
Aggiornata il 29/01/2010 da SuperAbile