Quali sono gli obblighi esistenti fra i conviventi in caso di malattia, problemi economici, sfratto ecc..?
Al momento non esiste alcuna normativa che disciplini i diritti e doveri che intercorrono tra persone conviventi.
Non c'è, infatti, equiparazione tra famiglia legittima e famiglia di fatto, tranne nei casi in cui vi sia la presenza di figli naturali. In questa ipotesi, ad esempio, la Corte Costituzionale, con sentenza n.166/1998, ha stabilito che, in caso di cessazione della convivenza, la casa familiare, indipendentemente da chi sia il titolare del diritto di proprieta', debba essere assegnata al genitore affidatario. Nei casi, invece, in cui non vi siano figli naturali, il convivente allontanato dalla casa familiare potra', secondo un orientamento giurisprudenziale, far valere per vie legali un "diritto di possesso", salvo la prova contraria dell'ex partner volta a dimostrare il diritto di proprieta'. Non esiste alcun obbigo di versamento di un assegno di mantenimento ne' alcun diritto successorio. Il convivente potra' ottenere una quota dell'eredita', purché non leda la quota legittima prevista per alcuni soggetti, solo attraverso un lascito effettuato tramite testamento. Tale lascito che non potrà ledere la quota spettante a determinati soggetti, come ad esempio i figli.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 404/1998 ha però riconosciuto al convivente more uxorio di succedere nel contratto di locazione non solo in caso di morte del compagno conduttore dell'immobile, ma anche quando si sia allontanato dall'abitazione per cessazione del rapporto di convivenza, solo in presenza, pero', di figli naturali. I conviventi potranno regolamentarsi tramite la stipulazione di patti per la definizione dei rapporti di natura economica.
Infine, è riconosciuto al convivente il diritto ad ottenere l'assegnazione dell'alloggio popolare qualora egli appartenga al nucleo familiare. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 559/1989.
Aggiornata il 03/01/2012 da FormezPA