La sottrazione del minore dall'ambiente familiare

Domanda: 

Quali sono le tutele previste dall’ordinamento per il caso in cui il minore sia sottratto al suo ambiente familiare?

Risposta: 

L’ordinamento giuridico italiano prevede varie ipotesi criminose per il caso in cui il minore sia sottratto al suo ordinario ambiente familiare:

  1. Sottrazione consensuale di minorenne (art. 573 C.P.): consiste nel sottrarre un minore che abbia compiuto gli anni quattordici, con consenso di esso, al genitore esercente la podestà o al tutore ovvero nel ritenerlo contro la volontà del medesimo genitore o tutore. Questa fattispecie di reato presuppone pertanto da una parte il consenso del minore e dall’altra il dissenso degli esercenti la podestà o la tutela. Il dissenso può anche essere presunto in base alle circostanze e modalità del fatto.
  2. Sottrazione non consensuale (art. 574, comma 2 C.P.): è l’ipotesi in cui venga sottratto o ritenuto un minore che abbia compiuto gli anni quattordici senza il consenso e cioè con violenza, minaccia o inganno.

  3. Sottrazione di un minore di quattordici anni (art. 574, comma 1 C.P.): è l’ipotesi in cui venga sottratto al genitore esercente la podestà, o al tutore o al curatore o a chi ne abbia la vigilanza o la custodia, ovvero sia ritenuto contro la volontà dei medesimi il minore di anni quattordici. Il reato di sottrazione di minori infraquattordicenni tutela il bene giuridico della podestà genitoriale, per cui è configurabile sia nel caso di sussistente matrimonio sia nell’ipotesi di famiglia di fatto.

  4. Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice (art. 388, comma 2 C.P.):è l’ipotesi criminosa prevista per chi elude l’esecuzione di un provvedimento del giudice civile che concerna l’affidamento dei minori.

 

Aggiornata il: 
02/11/2017 - 13:07